Buon compleanno, Angeli!

In occasione del compleanno di “Angeli nel Cuore”, Francesco Simoni ci regala questa bella intervista alla presidente Adele Frau. Un viaggio nella storia dell’associazione, tra le difficoltà degli inizi, i dispiaceri e la fatica, ma anche le grandi soddisfazioni che nascono dall’essere un punto di riferimento per tanti.

Angeli nel Cuore: perché questo nome?

Questo nome nasce da una statua che raffigura un angelo senza volto che mi fu regalata e che ancora possiedo.

Come è nata l’idea alla base dell’associazione?

L’Associazione nasce grazie a un gruppo di persone che sentivano l’esigenza di occuparsi più da vicino del sociale e del disagio che è diffuso anche ad Arbus, di aiutare chi ha bisogno e di essere “in strada” per conoscere  meglio le problematiche del paese

Se dovessi scegliere tre momenti fondamentali di questi otto anni che magari hanno dato una svolta, quali sarebbero?

Una quando ci è stata assegnata la prima sede che anche se era un po fatiscente e senza, acqua né corrente elettrica ci ha permesso di iniziare meglio la nostra opera. Prendavamo l’acqua da una fontanella vicina, per la corrente elettrica usavamo una batteria di auto collegato a un impianto. Quella sede ci è rimasta nel Cuore nonostante gli spazi di ora. Era come operare con lo stretto necessario, con le difficoltà, ma capendo le cose importanti. Un terzo momento è stato nel 2016, quando cui siamo stati colpiti da un terribile incendio che ci ha danneggiato strutture e attrezzature, ma la vicinanza e il supporto soprattutto degli arburesi ci ha aiutati a superare e reagire. L’iscrizione regionale, poi, ci ha consentito di accedere a bandi e progetti: è stata molto importante e ci ha riempito di  gioia. Poi c’è naturalmente la sfilata di riciclo, che ogni anno coinvolge oltre cento partecipanti e pubblico provenienti da tutta l’isola.

Qual è la più grossa soddisfazione che hai ottenuto in questi ultimi otto anni?

Tante le soddisfazioni, tra cui il vincere Bandi con progetti presentati e preparati anche durante le ore notturne. Ma anche il riuscire ad aiutare e sostenere gli ammalati e le persone bisognose e il rapporto che si crea con le persone che sosteniamo e tra soci che diventa come quello di una grande famiglia .

Quali sono le responsabilità più grosse in qualità di presidente dell’associazione? Ci sono dei momenti in cui vorresti “mollare tutto” e andartene alle Hawaii?

Tante sono le responsabilità, anche perché le normative stanno sempre cambiando. Inoltre, il Presidente è il rappresentante legale e quindi colui che rischia di più. Ma anche prendere decisioni complicate soprattutto in situazioni di estremo disagio può essere complicato. No, non ho mai pensato di andarmene. Amo il mio paese e l’associazione. Non amo nemmeno le vacanze fuori dal mio paese. Mi sento come un animale nel mio “habitat”.

Dato che ci siamo: progetti sulla webradio e sul suo futuro?

Per la web radio, poi, è stata una gioia vincere due bandi consecutivi con la Fondazione di Sardegna. Il primo ci ha permesso di farla nascere e di far nascere anche il giornale, “In punta di piuma”. Il risultato del secondo bando ci è arrivato pochi giorni prima dell’anniversario, quasi come un regalo. I prossimi progetti per il futuro sono e saranno portare avanti le iniziative, gli eventi e i laboratori, ma soprattutto come sempre la priorità sarà quella, di aiutare chi ha bisogno e gli ammalati.

Quali sono gli enti e gli organismi con i quali collaborate e senza i quali non sarebbe possibile tutto questo?

Collaboriamo da anni con diverse associazioni regionali e nazionali, ma anche con enti come il Comune e in particolare con l’Assessorato alle Politiche Sociali e la Regione. Un grande supporto arriva dai signori Carboni e Concas per le sedi e  dai cittadini e commercianti che ci sostengono attivamente.

Hai mai trovato discriminazioni per il fatto di essere un presidente donna?

In Italia secondo le statistiche a, fare volontariato sono più le donne, ma, i Presidenti sono per lo più uomini e con una media d’ età di 58 anni. Io devo dire che inizialmente qualcuno si stupiva di un presidente donna e giovane, ma proprio come me tutte le donne dell’associazione collaborano attivamente con gli uomini, senza discriminazioni e alla pari.

Cosa significa  fare volontariato?

Fare volontariato è il donarsi agli altri e arricchire se stessi. È amore che ti spinge a non sentire il sacrificio, ma ti dà una gioia profonda. È come dice il nostro motto, scritto da Sofocle, “L’opera umana più bella è quella di essere utile al prossimo.

Autore dell'articolo: Francesca Virdis

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