Non è mai troppo tardi: a tu per tu con l’Università della Terza Età di Arbus

La nostra Natalina Concas ci propone un’intervista al presidente dell’Università della Terza Età Salvatore Sanna, alla tesoriera Carmen Putzolu e al consigliere Giovanni Martis. Un interessante focus sulle attività dell’ associazione e sulle sue prospettive per il futuro.

Buona lettura!

  • Quand’è nata ad Arbus l’Università della Terza Età?

L’Università della Terza Età (UTE) è nata ufficialmente nel 2013: la data dello statuto  recita “11 aprile 2013”. Il percorso però era già stato avviato dall’allora amministrazione comunale nell’ottobre del 2013, attraverso diversi incontri pubblici. Si trattava di appuntamenti dedicati a conoscersi e capire se costituire l’associazione fosse fattibile. Alla fine fu definito uno statuto piuttosto semplice, ma con delle finalità ben definite.  Si decise di costituire l’ “Ute” in un’ assemblea pubblica, anche se alla fine la partecipazione fu molto limitata. Come figura nello statuto, il giorno eravamo rimasti in 12, tra cui il sindaco e il vicesindaco di allora. Anche il comune di Arbus, come ente istituzionale, fa parte per statuto dell’Associazione.

  • Quanti sono i soci?

Quest’anno sono 165. Il numero è variabile di anno in anno, ma da qualche anno superiamo sempre i 150. Abbiamo un nucleo di soci che è con noi sin dal primo anno e che partecipa a molte iniziative. Altri cittadini si iscrivono in base alle attività che svolgiamo e ai corsi che proponiamo. Ma il numero è indicativo del favore che le nostre attività incontrano tra i cittadini. Alcuni soci addirittura vengono dai paesi vicini. D’altra parte, sin da subito abbiamo adottato la politica del basso costo della quota di iscrizione per coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Precisiamo che tutti i soci sono assicurati durante lo svolgimento delle attività e nelle uscite.

  • Quali sono le iniziative portate avanti negli anni?

Sin dalla costituzione abbiamo sempre puntato a valorizzare le risorse e le eccellenze locali, sia professionali che intellettuali, per favorire la crescita culturale e sociale degli associati ma anche di tutti coloro che si avvicinano alle nostre attività. L’ampio ventaglio di proposte di attività e corsi consente che molti si iscrivano. Alcuni frequentano un solo corso, altri frequentano più corsi e iniziative diverse. Ormai la nostra attività si è standardizzata nel senso che proponiamo corsi di diverso genere, conferenze e incontri pubblici su diverse tematiche sociali, mediche, storiche. I corsi che ogni anno riscuoto più favore sono quelli di lingua straniera, ma anche corsi specifici come micologia, erboristeria, archeologia. E poi un risultato importante è la socializzazione tra persone che magari prima non si frequentavano: un buon gruppo si ritrova per molti corsi e spesso ci si incontra per conclusioni conviviali.

  • Per partecipare alle attività è necessario avere un’età definita?

Per statuto abbiamo scelto di consentire l’iscrizione a tutti i maggiorenni al di là di qualsiasi titolo di studio.  Le nostre attività sono aperte a tutti, ma naturalmente per partecipare ai diversi corsi è necessario formalizzare l’iscrizione. Conferenze di diverso genere o presentazioni sono pubbliche, e quindi aperte a tutti i cittadini.

  • Quali difficoltà avete incontrato nel corso degli anni nel fare volontariato e quali difficoltà incontrate tuttora?

Le difficoltà in una Associazione sono sempre tante, soprattutto all’inizio, come sa chi fa volontariato. Innanzitutto problemi finanziari, ma anche organizzativi. La nostra sede ufficiale è tuttora in via Pietro Leo, 55, ossia presso la sala Consiliare dove fu costituita l’Associazione. Infatti non abbiamo una sede. Sin dal primo momento però abbiamo potuto utilizzare la scuola San Lussorio, per concessione dell’amministrazione comunale. Allora c’erano ancora i bambini e noi utilizzavamo due aulette al piano superiore, solo al pomeriggio. Quando la scuola è stata trasferita abbiamo avuto a disposizione due aule che utilizziamo per i corsi in diversi giorni della settimana. Purtroppo l’arredamento è quello che è, banchi e sedie avanzati dalla scuola elementare e non in buone condizioni. Per diverso tempo abbiamo utilizzato anche l’ex asilo di Via Mentana per i corsi di informatica e per il ballo. Da quest’anno questo non è più possibile a causa della pericolosità dell’edificio.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, ci sostengono i contributi dei soci, del Comune e della Regione e cerchiamo di farceli bastare limitando le spese. Con i finanziamenti abbiamo anche acquistato attrezzature indispensabili per avere una struttura organizzativa.

 

  • Quali caratteristiche deve avere un volontario?

Il nostro è un volontariato particolare, possiamo chiamarlo un “volontariato culturale”. La caratteristica principale di un volontario è che dedica parte del suo tempo al prossimo e alla propria comunità, senza attendersi né riconoscimenti né gratificazioni. L’unica gratificazione è la consapevolezza di aver fatto qualcosa di utile e di aver dato un contributo alla crescita della comunità, nel caso nostro, in senso culturale e sociale. Ciò che dico sempre è che da un volontario non si può pretendere nulla, ognuno dà quel che può e quel che riesce secondo la propria formazione e la propria cultura. Per quanto mi riguarda ho sempre praticato il volontariato, in diverse  associazione del paese.

  • Che rapporti avete con le Istituzioni e con le Associazioni e quanto è importante la collaborazione?

I nostri rapporti con il Comune di Arbus si svolgono principalmente attraverso l’amministrazione comunale, ma abbiamo un un buon rapporto anche con i dipendenti comunali. Tutte le amministrazioni ci sono state vicine e ci hanno sostenuto, patrocinando le nostre iniziative e finanziando in parte alcune nostre attività. Anche perché, se facciamo bene, è un ritorno di immagine anche per loro. Abbiamo collaborato anche con le scuole, in particolare per il centenario di Pietro Leo e per un corso di scacchi finanziato dalla Regione.

Siamo aperti a tutte le collaborazioni anche con le Associazioni. Abbiamo svolto attività in comune con il gruppo Archeologico Cugui  e con Zampa Verde per la conoscenza del nostro territorio. Anche quest’anno riproporremo un corso di Archeologia in collaborazione con il Gruppo Cugui. La collaborazione con associazione e istituzione è molto importate e anche utile e necessario. Serve a conoscerci, conoscere le persone, conoscere il modo di operare anche se in campi diversi.

Natalina Concas

Autore dell'articolo: Francesca Virdis

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